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	<title>il Pianeta GialloRosso siamo noi!</title>
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	<description>Romanisti Urbi Orbi et Galaxiae</description>
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		<title>ANVEDI ST’AMERICANI…</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 12:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jinetero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Neppure hanno firmato l’accordo preliminare in quel di Boston dopo una tiratissima seduta con i vertici di Unicredit, che già fanno discutere la piazza. Certo che Roma è sempre Roma ed i suoi tifosi sono davvero sempre inclini al dubbio e al sospetto. Di Benedetto &#8211; zio Tom per gli intimi tifosi giallorossi- ed i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Neppure hanno firmato l’accordo preliminare in quel di Boston dopo una tiratissima seduta con i vertici di Unicredit, che già fanno discutere la piazza. Certo che Roma è sempre Roma ed i suoi tifosi sono davvero sempre inclini al dubbio e al sospetto. Di Benedetto &#8211; zio Tom per gli intimi tifosi giallorossi- ed i suoi tre soci, saranno pure milionari, gente famosa a Boston e negli States, ed avranno sicuramente interessi a 360° e di certo hanno comprato la Roma calcio per fare un business a doppia cifra, ma devono senz’altro imparare a trattare con una piazza difficile ed esigente come quella capitolina. La conferenza stampa sostenuta a margine della fine della trattativa ha visto Tom, esprimere solite parole di circostanza ma anche, evidenziare il fatto che la Roma deve puntare sul suo vivaio. Uscita questa, che si è rivelata un boomerang lanciato verso la tifoseria che si attendeva ben altro, dal discorso inaugurale del prossimo presidente romanista. A corollario, poi, di quanto emerso dalla trattativa con Unicredit che dovrà prestare 40 milioni ai nuovi proprietari per la prossima campagna acquisti della Roma. E qui si sono aperti i dubbi della tifoseria: che gli americani, vogliano fare le nozze con i fichi secchi? Il tifoso, si sa, si aspetta di vedere realizzata una squadra stellare, magari con Buffon in porta, Ibra in attacco a far coppia con Totti ma finora, l’unica certezza è quella di aver perduto Mexes e di non sapere se, il prossimo anno, gente come De Rossi e Vucinic ancora faranno parte della rosa. Il tifoso si aspetta di vedere in panchina un certo Carletto Ancelotti, il bimbo mai dimenticato venduto da Viola al Milan per fare cassa, e non certo un Gasperini qualsiasi. La filosofia nordamericana che è stata dichiarata è quella di rendere la Roma grande a livello mondiale, per fare soldi vendendo il merchandising targato Roma. E questo non lo si fa mettendo in campo Rosi e Crescenzi o vedendo il ridicolo ritorno di Cesare Bovo. Quello che preoccupa è il fatto che per adempiere alle formalità previste prima di ufficializzare la nuova proprietà, bisogna necessariamente attendere il parere dell’antitrust e della Consob, essendo la Roma quotata in borsa con tempi che vanno da un minimo di 10 ad un massimo di 40 giorni (ma essendoci Pasqua e ponti di mezzo…) e questo significa che prima della fine di maggio, la nuova proprietà formalmente non potrà compiere nessun passo, ivi inclusa la nomina dello staff dirigenziale (Baldini-Sabatini?) e questo rende il mercato di entrata e di uscita, un solo esercizio teorico. Si, indubbiamente e a livello molto informale, magari queste persone si stanno già muovendo ma molto velatamente e senza poter definire alcunché tranne le possibili risposte che riceveranno dagli interessati. Troppo poco per fare mercato in un ambiente, già il solo dichiarare interesse significa far aumentare il prezzo del cartellino del giocatore. Comunque sia, zio Tom&amp;Co sono i benvenuti, magari solo degli apripista avendo la banca ancora il 40% delle azioni che possono rigirare ad un nuovo investitore romano (Angelucci?Angelini?) che sarebbe il socio di minoranza di questa cordata americana che del calcio, e soprattutto del tifo romanista, conosce ben poco. L’impressione è che il paperone americano, sia solo una infelice illusione. Con la speranza di sbagliarmi.</p>
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		<title>“The deal is done”</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 06:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodellamagica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ore 00.02: Sulla torta fatta fare dalla sorella di Pallotta una scritta: &#8220;Forza Roma&#8221; &#8230;inizia così una nuova era per la Roma e per tutto il calcio italiano. Per la prima volta nella storia, degli investitori stranieri divengono proprietari di una società calcistica del Belpaese. Già a partire dalle prossime ore inizierà a prendere forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 00.02: Sulla torta fatta fare dalla sorella di Pallotta una scritta: &#8220;Forza Roma&#8221;</p>
<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/04/TortaForzaRoma.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-353" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/04/TortaForzaRoma-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>&#8230;inizia  così una nuova era per la Roma e per tutto il calcio italiano. Per la  prima volta nella storia, degli investitori stranieri divengono  proprietari di una società calcistica del Belpaese. Già a partire dalle  prossime ore inizierà a prendere forma ufficiale il nuovo organigramma  societario, in buona parte già operativo da qualche mese. Braccio  operativo di Thomas DiBenedetto sarà Franco Baldini, mentre il ruolo di  direttore sportivo verrà ricoperto da Walter Sabatini. Per conoscere  anche gli altri ruoli, non bisognerà attendere molto, tra martedì e  mercoledì dovrebbero arrivare novità importanti su tutto l’organigramma.</p>
<p>uhm&#8230;mezzanotte e due&#8230;quindi &#8221; nè di venere nè di marte&#8230; ammè sto dibenedetto me stà già simpatico&#8230; <img src="http://forum.pianetagiallorosso.net/images/smilies/003.gif" alt=":majetta:" /></p>
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		<title>TOTTHILANDER</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 13:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jinetero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricordo che da bambino andavo a giocare al Foro Italico, proprio su quei campetti che stanno sotto i pini prospicienti la Tribuna Tevere che confinano con lo stadio dei Marmi. Erano partitelle con amichetti che vivevano a Prato Falcone e a Prati, dove allora abitavo. Erano i classici scontri di 8 contro 8 o di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo che da bambino andavo a giocare al Foro Italico, proprio su quei campetti che stanno sotto i pini prospicienti la Tribuna Tevere che confinano con lo stadio dei Marmi. Erano partitelle con amichetti che vivevano a Prato Falcone e a Prati, dove allora abitavo. Erano i classici scontri di 8 contro 8 o di squadre equilibrate da due autonominatesi capitani leader che sceglievano i componenti della loro squadra in base alle simpatie ma anche bravura del compagnuccio di gioco. Ovvio che per primi venivano scelti quelli ‘bravi’ e, via via, si terminava con la pippa di turno che –vuoi o non vuoi- terminava sempre in porta, perché si pensava, fosse il posto dove avrebbe fatto meno danni. A quei tempi non c’era una educazione calcistica fatta di schemi e passaggi intelligenti come oggi; tutti correvano appresso al pallone menando calci a tutto spiano per far valere la forza fisica e si calciava addirittura da fondo campo per sorprendere il portiere-pippa avversario: d’altronde quello che contava era fare gol. Partite che terminavano con punteggi da videogioco: 15 a 12 oppure 20 a 3! Eppure, in tutti quei bambini (me compreso), c’era il sogno di poter giocare sul verde prato di quello stadio che stava a meno di 50 metri da noi che ci ritrovavamo, sudati come anguille e con più di una sbucciature sulle ginocchia, a fare la fila per bere alla fontanella dopo aver esaurito ogni forza a fine partita.</p>
<p>Questo ricordo rispolverato da un cassetto della mia memoria, non deve essere troppo dissimile da quello che probabilmente Francesco Totti, conserva nella sua mente. Il bambino di Porta Metronia, a differenza di noi bambini della fine degli anni 50, ha avuto la fortuna di essere aiutato in maniera fondamentale, dalla sua famiglia che gli ha permesso, con sacrifici di ogni ordine e grado, di frequentare una vera scuola di calcio e di essere educato alle tecniche di gioco e ai segreti dell’iniziazione sportiva.<br />
Ma fondamentalmente il luogo comune, quello di giocare sul verde prato dell’Olimpico per la propria squadra del cuore, è stato lo stesso.</p>
<p>Oggi si celebrano 201 reti siglati da Checco con la unica maglia della Roma e questo certifica, una volta di più, la sua appartenenza romana e romanista. Uomo e campione dei record (praticamente quelli giallorossi li ha polverizzati tutti), Totti capitano indiscusso di una Roma che gli ha fatto vincere troppo poco per le sue potenzialità, ha scelto di essere sempre quel bambino di Porta Metronia e di continuare a coltivare un sogno. In questo Francesco di adesso, marito e padre felice, non ha tradito il bambino Checco che veniva accompagnato dalla mamma ai campi di allenamento di quella che sarebbe stato il suo unico e grande amore di sportivo e tifoso.</p>
<p>Ci sono state società che avrebbero fatto carte false per avere il nostro numero 10 e che, qualora Francesco avesse scelto di cambiare vita, gli avrebbero fatto guadagnare trofei che il nostro capitano non ha ricevuto. Magari un pallone d’oro, una o più Champions chissà…ma Checco non ha venduto la sua fede che lo voleva vedere solo con i colori amati addosso.</p>
<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/Francesco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-349" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/Francesco-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>La sua classe non può mai essere discussa. Gli assist ai compagni, le sue giocate, la sua eleganza: tutto questo fa parte delle doti di Totti. Così come la sua abnegazione e l’attaccamento alla maglia, raro esempio di questi tempi di un calcio mercenario. Francesco –ed è cosa nota- ha rifiutato il passaggio a club prestigiosi che gli avrebbero garantito più ricchezza e più fama.</p>
<p>Che Totti non sia eterno lo sappiamo: come sappiamo bene che queste stagioni sono il suo canto del cigno. Un cigno non nero e neppure bianco, bensì giallorosso come la Roma che ama. Proprio come quei ragazzini che, oltre quarantenni fa, giocavano con un supertele a fianco all’Ollimpico, pensando di indossare un giorno, la stessa maglietta di Giacomino Losi.</p>
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		<title>LOTITO DICE: CERCHIAMO IL RESPONSABILE. ATTIVATI I RIS DI PARMA!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 15:17:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jinetero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Voci dal Pianeta GialloRosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Eh si, il presidentissimo Lotito, in toto biancoceleste, sta dando mandato ai suoi (il)legali di verificare la possibilità di far ripetere il derby perso malamente per 2 Totti a zero, in virtù del famoso raggio laser verde, che pare abbia immobilizzato il suo portiere Muslera in occasione della prima sovatta calciata dall&#8217;esimio capitano giallorosso, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/200704_1921820613562_1483479373_32235623_3144065_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-345" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/200704_1921820613562_1483479373_32235623_3144065_n-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Eh si, il presidentissimo Lotito, in toto biancoceleste, sta dando mandato ai suoi (il)legali di verificare la possibilità di far ripetere il derby perso malamente per 2 Totti a zero, in virtù del famoso raggio laser verde, che pare abbia immobilizzato il suo portiere Muslera in occasione della prima sovatta calciata dall&#8217;esimio capitano giallorosso, in odor di villa Arzilla. Il potente e pericoloso raggio verde, è stato sparato si suppone dagli spalti della tribuna Monte Mario e, per valutare esattamente direzione, orario, temperatura, emissioni cicloniche, sono stati attivati i RIS di Parma che, orfani del loro colonnello (ora generale) Garofalo, stanno vagliando ogni singola scureggina partita dal settore incriminato dell&#8217;Olimpico.<br />
I nostri fotoreporter però, analizzando le foto scattate nella giornata di domenica, si sono accorti che, per una fortuita combinazione, hanno immortalato senza rendersene conto (e neppure immaginarlo) il momento incriminato: quello dell&#8217;azionamento del raggio paralizzante. Come si evince dalla foto pubblicata in alto, si possono vedere chiaramente tifosi della Roma mentre compiono l&#8217;incauto e poco sportivo gesto.<br />
Ovviamente la documentazione in nostro possesso è stata consegnata alla Magistratura di Valmontone per gli ovvi passi da compiere e, in copia, sia ai RIS di Parma che al presidente bucolico prima che questi, continuasse a pascolare il suo gregge in quel di Formello.<br />
Speriamo davvero che la giustizia sportiva (e non solo) identifichi chi, tra i tifosi immortalati, si sia reso colpevole di questo atto antisportivo e venga giudicato colpevole con la certezza della pena.</p>
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		<title>&#8230;CI VOLEVA UN AMICO&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 16:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jinetero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Voci dal Pianeta GialloRosso]]></category>
		<category><![CDATA[a botta calda]]></category>

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		<description><![CDATA[Prafrasando vagamente la celebre canzone di Venditti, oggi proprio ci voleva un &#8220;amico&#8221; per poter ricominciare e per dimenticare quanto di male, la Roma aveva vissuto in quest&#8217;ultimo scorcio di stagione. Un derby da ultima spiaggia (almeno per i giallorossi) che doveva essere vinto a tutti i costi. Le ragioni erano ovvie: prendere una soddisfazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/Roma-Lazio-15.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-339" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/Roma-Lazio-15-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Prafrasando vagamente la celebre canzone di Venditti, oggi proprio ci voleva un &#8220;<strong>amico</strong>&#8221; per poter ricominciare e per dimenticare quanto di male, la Roma aveva vissuto in quest&#8217;ultimo scorcio di stagione. Un derby da ultima spiaggia (almeno per i giallorossi) che doveva essere vinto a tutti i costi. Le ragioni erano ovvie: prendere una soddisfazione contro i cugini; accaparrare tre punti preziosi per non perdere contatto con la zona Champions; non cadere ancor di più dentro il baratro di un avvitamento post depressivo, dopo la batosta ucraina. Partita decisa da una doppietta del capitano che, oltre che battere la Lazio, continua la sua corsa nella classifica dei gol segnati e si celebra sempre di più come miglior romanista di sempre. Non è stata una partita brillante ma, dovessimo fare una valutazione ai punti, la Roma ha meritato la vittoria. Sarà che Reja porta fortuna (su 13 volte che ha incontrato i giallorossi, l&#8217;allenatore ha perso ben 11 volte e due pareggiato), fatto sta che per la quinta volta consecutiva, la Roma ha battuto i biancoazzurri. Per una volta, i commenti tecnici li lasciamo alle cronache e alle varie trasmissioni di approfondimento. Ci piace segnalare che questo derby, a detta di moltissimi tifosi, non era sentito come gli altri. C&#8217;era aria quasi di mestizia, dove il fatalismo degli ultimi tempi, la faceva da padrone. A entusiasmi smorzati, pareggiare questo incontro non sarebbe stato un dramma ma avrebbe solamente fatto proseguire quella marcia forzata del tifo romanista, in attesa del D DAY di Di Benedetto&amp;Co, sperando in giorni migliori e fantasticando acquisti rivoluzionari. Tuttavia, il derby è sempre il derby e vincerlo (soprattutto di questi tempi) è senza dubbio una buona medicina ricostituente. Lazio che cade nel trappolone Montelliano e termina l&#8217;incontro addirittura in 9. Ma l&#8217;errore tattico di Reja è stato quello di non aver saputo leggere la partita e di agevolare, in questa maniera, il gioco dei romanisti che poi, attraverso un paio di episodi, sono arrivati a maturare le reti della vittoria. Tornando all&#8217;inizio, l&#8217;<strong>amico</strong> in questione potrebbe essere paperin Muslera, oppure lo stesso Reja&#8230;fatto sta che di questi tempi, non ne troviamo molti altri in giro. :</p>
<p> Sostianzialmente la Roma archivia l&#8217;incontro come meglio non avrebbe potuto e si appresta a vivere una settimana di relativa serenità che dovrebbe collimare con la definizione della cessione della società. Poi, tutti a Firenze. Un incontro non certo facile ma alla portata di una Roma che sarà stimolata, magari, dalla presenza del nuovo presidente stripes&amp;stars.</p>
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		<title>VIA TUTTI. EPURAZIONE NECESSARIA.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 19:20:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Voci dal Pianeta GialloRosso]]></category>

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		<description><![CDATA[Magari, coloro che fanno parte dell&#8217;organico giallorosso, soffrono di crisi di identità e pensano di essere Messi. Fatto sta che gli americani che arriveranno dovranno decidere se essere &#8216;americani&#8217; oppure &#8216;Americani&#8217;. La differenza non è poi tanto sottile. A Roma si usava definire &#8216;americano&#8217; colui che era un pò fregnone, che poteva essere raggirato facilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/delusionedopogol1copia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-335" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/delusionedopogol1copia-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Magari, coloro che fanno parte dell&#8217;organico giallorosso, soffrono di crisi di identità e pensano di essere Messi. Fatto sta che gli americani che arriveranno dovranno decidere se essere &#8216;americani&#8217; oppure &#8216;Americani&#8217;. La differenza non è poi tanto sottile. A Roma si usava definire &#8216;americano&#8217; colui che era un pò fregnone, che poteva essere raggirato facilmente e al quale, ammollare spesso una bella patacca (dai falsi sesterzi che di antico non avevano proprio nulla, a una casetta a Trastevere con vista superba a tor pignattara). Ma nella Caput Mundi, si rispettavano anche gli &#8216;Americani&#8217;, visti come liberatori dal nazifacismo che sfilavano per i Fori Imperiali regalando barrette di cioccolato e bubble gum. Se il gruppo rappresentato da Di Benedetto, scegliesse opportunamente di incarnare il ruolo di &#8216;liberatori&#8217; di Trigoria e della Roma dalle grinfie ormai raggrinzite di una presidentessa che mena gli ultimi colpi di coda per raschiare un barile che una volta era di sua proprietà, sarà il benvenuto da una miriade di tifosi oramai esausti di essere presi in giro. Se la Roma giallorossa non dimentica e non dimenticherà quanto fatto dal grande Franco Sensi, regista del terzo scudetto e di essere stato l&#8217;artefice di una squadra bella ed indimenticabile (Batistuta, Totti, Montella, Samuel ect), con la stessa determinazione -purtroppo- non dimenticherà gli errori compiuti dalla figlia chiamata a dirigere una società che avrebbe reclamato ben altre glorie. L&#8217;idea di recuperare economicamente, quanto il papà Franco aveva investito per amore di quei colori nella Roma, è costato a noi tifosi, amarezze e tristezze a non finire. Possibile che la pur intelligente Rosella, pensasse di raggirare uno squalo della finanza mondiale Soros, adducendo di aver ricevuto una fantomatica offerta araba per 400 milioni per la vendita della società, che andavano a contrastare i suoi oltre 280? Possibile pensare di rivendere ancora a più soldi la &#8216;sola&#8217; Baptista rispetto a quanto proposto da Moratti in un mercato di riparazione quando questo offriva un Burdisso a gratis e una differenza di 3,5 milioni? Possibile -vuoi per gratitudine o per altre ragioni- rinnovare per ben 5 anni, un contratto alla bandiera della Roma, Francesco Totti a 5 milioni netti a stagione (ossia quasi il doppio realmente da spendere pagandoci le tasse) sapendo che il capitano, vuoi o non vuoi, aveva già una certa età e molti problemi fisici derivati da una vita spesa in campo? [se non fosse stato Totti, quanti tifosi avrebbero pensato che era un ottimo affare?] Possibile credere nelle &#8216;sacre&#8217; alleanze con il nord leghista da Galliani a Moratti, soprattutto dopo aver vissuto i patemi del defunto genitore che nelle varie battaglie contro il Palazzo, dovette fare i conti con i voltafaccia dei supposti amici-alleati? Possibile non rendersi conto della precaria esperienza di uno staff arruffato e piuttosto simile ad una corte dei miracoli, messo a gestire campagne acquisti, spogliatoio, organizzazione e quant&#8217;altro necessario per produrre un progetto (di qualsiasi impatto a breve, medio, lungo termine) che prevedesse la Roma, come unico soggetto? Possibile che nessuno si sia chiesto da dove sia venuto tal Pradè (quello degli acquisti di Artur, Loria, Menez, Cicinho, J.Baptista, Burdissino ect) chiamato a sostituire un certo Franco Baldini? Si potrebbe continuare all&#8217;infinito ad elencare errori voluti o no commessi dalla Sensi e dal suo staff ma, dal momento che la sua parabola sta volgendo formalmente al termine, neppure vale la pena seguitare a mettere il coltello nella piaga. L&#8217;importante è che i nuovi proprietari, facciano piazza pulita e non solo per rigenerare una squadra, un tifo, una città, ma per resettarlo totalmente. Costi quel che costi. E se, al non annunciato divorzio (ma da tutti ritenuto certo) di Mexes dovessimo cedere coloro che per anni abbiamo dichiarato &#8216;incedibili&#8217; per fare il bene della Roma, seppur con il groppo alla gola, ben venga. Se capitan futuro DDR, del quale è indiscutibile l&#8217;attaccamento, produce però ormai da un paio d&#8217;anni, prestazioni infelici, nervose, negative&#8230;forse è il caso seriamente di pensare ad una sua cessione tanto più se (come vocifera radio mercato) ci sono squadre che offrirebbero 30,35 milioni. Se il genietto delle Banlieu, viene ritenuto il nuovo genio del calcio e c&#8217;è chi se lo comprerebbe a peso d&#8217;oro, cosa si aspetta a venderlo? E&#8217; chiaro che la Roma, quella che i proprietari targati USA vogliono esportare in tutto il mondo per fare soldi (ovvio) non può basarsi su giocatori come Taddei (grazie ma basta carioca!), Rosi (torna a Siena che ci sono i ricciarelli che ti aspettano), Brighi (&#8230;altro giocatore che dopo una stagione buonissima si è montato la testa grazie al suo papponeprocuratore che reclamava più soldi), Riise (c&#8217;è chi ancora piange per una Champions che il roscio ha fatto perdere) e via discorrendo. Si deve ripartire? Bene. Lo si faccia con un progetto che preveda: &#8211; un allenatore serio, capace, importante, carismatico. Uno che sappia come far giocare la squadra e che pretenda GARANZIE dalla società per ottenere i giocatori che gli necessitano. &#8211; uno staff (medico, atletico ect) che sappia come si faccia una preparazione in base agli impegni che la squadra deve affrontare e che sia capace di interagire con infortuni e calamità, senza cadere dal pero. &#8211; giocatori giusti per coprire giusti ruoli e che siano GIOVANI, MOTIVATI, BRAVI. E se adesso, nel calcio moderno, non sono più sufficienti 12-13 pedine per mandare avanti una stagione ma ne occorrono 20-22, che siano acquistati senza tarantelle e tentennamenti. &#8211; si sistemi Trigoria: servono campi nuovi? palestre? piscine? attrezzature? si investi sul centro per renderlo efficiente e moderno e soprattutto, sicuro. &#8211; si operi nel campo dei vivai per creare i giocatori di domani e quando qualche giocatore si dimostra potenzialmente interessante, non lo si lasci emigrare in altre squadre ma lo si tenga legato a doppio filo attraverso un contratto a rendimento che lo stimoli senza mortificarlo. Di cose da fare ce ne sono. Tempo c&#8217;è?</p>
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		<title>VERGOGNA EUROPEA</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 22:07:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/Roma-Borriello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-332" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/Roma-Borriello-300x271.jpg" alt="" width="300" height="271" /></a>Se le partite della Champion&#8217;s durano 180&#8242;, i giallorossi in tre orette di non gioco, hanno rimediato ben 6 reti al passivo, segnandone solo due. Questa volta la cura Montella non ha funzionato e, anzi, la Roma rientra dall&#8217;Ucraina umiliata e certa del fatto che la squadra va rifondata da Mr. Di Benedetto se lo stesso vuole davvero guadagnare sull&#8217;investimento che sta producendo con l&#8217;acquisto della società. Abbiamo compreso (laddove ce ne fosse bisogno) che Borriello non è quel fulmine di guerra che si pensava ad inizio stagione e che dietro alla &#8216;supposta&#8217; amicizia tra Fester Galliani e la ex presidentessa Rosella Sensi e che ha visto il cambio di maglia dell&#8217;attaccante partenopeo proprio all&#8217;ultimo giorno del calciomercato, non è stato certo per un gentlement agreement bensì, per i famosi giochi occulti che vedranno Mexes presto in maglia rossonera. Perchè puntiamo l&#8217;indice proprio contro Marco Borriello, autore di 15 reti con i nostri colori? Perchè, aveva sui piedi il rigore che avrebbe potuto riaprire la partita (già stavamo sotto di una rete a zero) e che invece, ha miseramente sbagliato tirandolo malamente e rendendo ancor più buia la notte in Ucraina. Anche il futuro rossonero Mexes, si è reso protagonista in negativo in questo funesto incontro, rimediando due bei cartellini gialli che gli sono costati l&#8217;espulsione, lasciando così la Roma in dieci e davvero senza speranze di fare quei gol necessari a giungere almeno ai supplementari. Inspiegabilmente rispetto alle aspettative, Montella non schiera Totti bensì Borriello e se ci poteva essere un bagliore di luce in una gelida notte ucraina questa è stata -anche nelle intenzioni- spenta dall&#8217;aeroplanino che forse confidava nella voglia di rivincita delle giovani leve (sic!), che lo hanno deluso. E pensare che all&#8217;uscita del nome dell&#8217;avversario in quel di Ginevra, tutti i romanisti avevano esultato, sapendo che lo Shakhtar rappresentava la scelta più felice per passare il turno. Come sempre avviene in questi casi, la Roma ha perduto la possibilità di continuare il percorso in Europa, sbagliando la partita dell&#8217;andata. Recuperare due reti senza subirne alcuna con gente come Taddei, Perrotta, Brighi, Riise, Doni e via discorrendo, è davvero l&#8217;impresa delle imprese. Soprattutto contro una squadra modesta ma tosta e quadrata che all&#8217;interno del proprio stadio, pare imbattibile. E&#8217; mesto dover commentare l&#8217;impalpabilità dei giallorossi che continuano a contraddistinguersi solo per il bieco nervosismo e per le menzogne che ancora propinano ai propri tifosi. Ma dobbiamo davvero credere che questa Roma è una squadra forte e che non merita quanto ha guadagnato finora? Ma siamo seri! Tra campionato ed Europa, la Roma sta bene dove sta: nessuno le ha rubato rigori non dati e gol fantasma. La squadra dimostra palesemente il fatto che si è seduta dall&#8217;inizio della stagione perchè è vecchia ed usurata. Per questo, Ranieri non ha fatto una preparazione seria e si è limitato a dare il contentino ai senatori della squadra. Per carita&#8230;l&#8217;ex allenatore di errori di valutazione ne ha commessi di suo, ma dobbiamo essere onesti e riconoscere che anche i giocatori sono stati partecipi ed hanno le loro buone responsabilità, senza dimenticare della totale assenza di una società allo sbando dove, i capoccia, pensavano solo a far quadrare i loro conti (dalla presidentessa, al suo consorte, ai vari manager). Si è maturato questo stato di cose irreversibili almeno fin quando non arriverà la nuova proprietà che, si spera, scevra da maneggi trigoriani e dei vari giornalai e papponi di rito, dovrebbero avere il buon senso di fare un totale ripulisti in casa Roma, per iniziare un nuovo corso. Occorre una new age giallorossa e questa non può più contare su mezzi calciatori, o giocatori a fine carriera o che abbiano la testa da qualche altra parte. Insomma, anzichè il classico &#8216;rompete le righe&#8217;, c&#8217;è bisogno di un sano &#8216;fuori-dai-cogli oni&#8217; che non guardi in faccia il curriculum vitae di alcuno. Può dispiacere perchè alcune persone hanno dato tanto per la Roma (ma anche altrettanto ricevuto) ma se adesso non sono più utili alla causa, è un bene che non si faccia più conto su di loro. Se dovessimo fare i nomi, magari faremmo prima a scrivere coloro che andrebbero lasciati in organico piuttosto quelli che dovrebbero andar via&#8230;e speriamo davvero che chi dovrà fare questa epurazione, non si lasci ingannare da proclami e medaglie appuntate sul petto. Roma fuori dall&#8217;Europa. Grave danno economico che si ripercuoterà inevitabilmente sulla prossima campagna acquisti dal momento che vengono meno una manciata di milioni di euro. E il problema continua anche per il prossimo anno, non avendo attualmente la Roma, alcuna certezza di classifica per disputare il torneo dell&#8217;Europa che conta è che sarà durissima guadagnarlo quest&#8217;anno. Ritorniamo ai tempi in cui la stagione ruotava esclusivamente sul derby, che ci toccherà giocare domenica prossima contro una Lazio in palla. Non osiamo neppure pensare ad una sconfitta contro i cugini ma, scaramanticamente, non affrontiamo analiticamente l&#8217;incontro che sarà un duro banco di prova. Nessun bagliore nel buio stasera&#8230;solo la gelida notte che rende ancor più ghiacciato il nostro cuore.</p>
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		<title>CI E&#8217; ANDATA DI LUSSO</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 22:21:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lecce 1 Roma 2. Questo è il risultato che conta, come contano i preziosi tre punti recuperati dopo tantissimo tempo, in una partita fuori casa. Eppure, è stata una partita strana che un Roma priva di idee e contenuti, poteva tranquillamente anche perdere se solo la fortuna non ci avesse sorriso. Montella presente una squadra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/abbracciavucinic1copia2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-325" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/03/abbracciavucinic1copia2-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" /></a>Lecce 1 Roma 2. Questo è il risultato che conta, come contano i preziosi tre punti recuperati dopo tantissimo tempo, in una partita fuori casa. Eppure, è stata una partita strana che un Roma priva di idee e contenuti, poteva tranquillamente anche perdere se solo la fortuna non ci avesse sorriso.<br />
Montella presente una squadra scolastica (e da quì si nota tutta la sua inesperienza come allenatore che, al di là della stima e simpatia, farebbe bene a continuare con il settore giovanile) tra l&#8217;altro aiutato dall&#8217;assenza di Totti (squalificato) e molto semplificata nella forma. Cassetti e Riise come difensori di fascia; Burdisso e Mexes come centrali;  lo scontato Doni in porta;  Taddei, Perrotta, Pizarro e De Rossi; in avanti Vucinic e Borriello.<br />
Il primo tempo scivola via senza emozioni alcune. La Roma priva dell&#8217;estro del capitano e delle invenzioni di Menez relegato in panca (mal di schiena?), fa ben poco a parte sonnecchiare, aiutata anche dai salentini che svolgono il loro compitino senza sforzarsi più del necessario.<br />
Poi, una invenzione di Vucinic porta la Roma in vantaggio.<br />
Da segnalare l&#8217;uscita di Cassetti per infortunio, sostituito da Juan che passa al centro facendo spostare Burdisso al posto reso vacante da Cassetti. Ma anche un paio di rigori non assegnati al Lecce e una possibile (e giusta) espulsione a capitan futuro De Rossi per un fallaccio commesso ai danni di un giocatore salentino che avrebbe meritato il rosso diretto.<br />
Nonostante tutto (fortuna ed arbitro per una volta a noi favorevole), non sarebbe la Roma di questi tempi se, al 75° non si facesse agguantare dal Lecce che pareggiano con un gol di Giacomazzi che mette sia Riise che Mexes sul banco degli imputati. Montella, non rischia l&#8217;innesto di Menez come aggiunto attaccante magari al posto di uno spaesato Perrotta, bensì di quello di Vucinic, dimostrando -ma non ce ne era bisogno- di puntare a non prenderle prima di tutto, piuttosto che rischiare di vincere l&#8217;incontro con un atteggiamento un poco più spregiudicato.<br />
Ma stasera, allo Stadio del Mare, il dio del pallone era con noi e, ad una manciata di minuti dalla fine, l&#8217;arbitro assegna un rigore alla Roma per fallo di mano di un difensore leccese.<br />
Siparietto tra Borriello che fa per sistemare la sfera per calciare il penalty e Pizarro che fa valere il suo grado di anziano e risistema la palla senza degnare di uno sguardo il compagno di squadra, per tirare il rigore che determinerà la vittoria dei giallorossi capitolini.<br />
Roma che rientra da quel di Lecce con un risultato di sostanza e che ha quasi quattro giorni di tempo per riprendersi dalle fatiche (sic!) prima di affrontare la gara di ritorno in Ucraina, sperando di ribaltare il risultato negativo maturato all&#8217;Olimpico e continuare così l&#8217;avventura in Champions per poi attendere domenica ventura, la gara contro la Lazio.<br />
Roma che continua a non piacere. Roma che non ha quel collettivo (neppure in apparenza) che fu il cemento per lo splendido campionato dello scorso anno. Roma dove tutti stanno contro tutti e dove il &#8216;sciogliete-le-righe&#8217; di cessioni informalmente annunciate (Mexes, Juan, Vucinic ect) , riempiono le pagine di quotidiani sportivi e non.<br />
Il 17 dovrebbero formalizzare gli americani, l&#8217;acquisto formale della società e poi, avendone il potere, iniziare a prendere decisioni per l&#8217;immediato futuro (quindi, anche rinnovi o meno di contratti in scadenza). Speriamo che sia così perchè l&#8217;aria che si respira a Trigoria non è davvero molto salubre e la scenetta del rigore tolto a Borriello da Pizarro non passerà affatto in cavalleria&#8230;ma questa, signore e signori, è la Roma di questi tempi e frutto di quanto coltivato da una pretenziosa gestione più che casareccia. Meno male, almeno, che è finita.</p>
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		<title>TUNNEL INFINITO</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 17:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jinetero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viene da chiedersi quanto manca al termine di questa stagione per certi versi maledetta. Personalmente credo che quasi tutti i tifosi giallorossi, laddove fosse praticabile questo sogno, vorrebbero resettare totalmente una stagione che -aritmetica alla mano- ancora vede la Roma in corsa per la Coppa Italia, un posizionamento nella Champions del prossimo anno e pure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viene da chiedersi quanto manca al termine di questa stagione per certi versi maledetta. Personalmente credo che quasi tutti i tifosi giallorossi, laddove fosse praticabile questo sogno, vorrebbero resettare totalmente una stagione che -aritmetica alla mano- ancora vede la Roma in corsa per la Coppa Italia, un posizionamento nella Champions del prossimo anno e pure per proseguire l&#8217;avventura europea qualora, l&#8217;8 marzo sconfiggesse gli ucraini con un improbabile 0-2. Prima di Montella come allenatore all&#8217;Olimpico che si presenta desolatamente vuoto con 18mila abbonati e solo 8000 paganti che, anche se c&#8217;è crisi economica e pay tv, è un esclusivo segnale di quanto disinamoramento ci sia per questa squadra e che, laddove ci fosse una dirigenza qanto meno minimamente sufficiente, dovrebbe inventarsi qualcosa per tentare di riempire lo stadio (una politica sui prezzi e sugli incentivi, è troppo difficile per le acute menti di Trigoria?). L&#8217;aeroplanino, uno dei proncipali artefici dell&#8217;ultimo tricolore della Roma guadagnato proprio all&#8217;Olimpico contro il Parma, si presenta con una formazione che è il meglio di quanto dispone e, in verità, per un tempo la Roma quasi diverte. Dopo un rigore negato, gliene viene concesso uno a riparazione e il capitano, lo realizza da far suo, festeggiando l&#8217;ennesima rete nella sua 600ima apparizione in maglia giallorossa. E, per non farsi mancare nulla, Juan sigla il raddoppio (è la sua seconda marcatura in campionato) che pare dover chiudere l&#8217;incontro. Ma non a questa Roma. Esce Pizarro per un infortunio subìto alla fine del primo tempo (accolto con fischi e lazzi dai tifosi presenti che così lo hanno tacciato di essere mercenario) e la squadra si spegne. All&#8217;uscita di Vucinic per Menez e di Totti (ammonito salterà la prossima partita) per Borriello, la Roma incassa la doppietta di Amauri che, stanco di essere considerato solo per la pubblicità delle navi da crociera, si ricorda di essere un attaccante e sigla un primo gol con una prodezza di tacco sul quale l&#8217;incolpevole Doni nulla può fare ed anche il pareggio con una improvvisa girata su cross di Valiani lasciato troppo libero. Al 35&#8242; il Parma rimane in dieci per l&#8217;espulsione di Paci (doppio giallo) ma sono gli emiliani ad andare vicino al terzo gol al 40&#8242; con un tiro di Dzemaili bloccato da Doni e subito dopo con un pallonetto del nano Giovinco che supera di poco la traversa. A parte gli applausi per capitan Totti e per Vincenzo Montella, lo stadio ha subissato di fischi de di cori (giocate quando vi pare/andate a lavorare) tutti i componenti della truppa giallorossa, nuovamente autori di una fragilissima prestazione che lascia tutti i romanisti con il fiele in bocca. La Roma nel secondo tempo letteralmente sparisce che neppure Houdini sarebbe capace di fare e a nulla pare essere valso il cambio di guida in panca. Se la Roma -ammettendo pure che non ha avuto il suo rigoretto palese- vince due a zero, perchè non riesce a restare concentrata per portarsi a casa il risultato finale? Oppure, i giocatori pensano che le partite durino 45-50 minuti? Siamo riusciti ancora una volta a far ridere i detrattori dei nostri colori e poco importa se altri perdono punti perchè il nostro campionato è solo nostro e godere sulle disgrazie degli altri, è magra, misera, stupida consolazione. A questo punto il tunnel è ancora più lungo e buio e non sappiamo quanto Montella possa fare per accendere una luce che è intermittente e flebile come non mai, quest&#8217;anno. Testa e gambe non funzionano e qualcuno dovrebbe pagare per questo. Ma adesso.</p>
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		<title>VINCENZO M&#8217;E&#8217; PADRE A ME&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 20:14:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con questa celebre battuta del figlio di Totò nel film &#8216;Miseria e Nobiltà&#8217;, il nuovo allenatore Vincenzo Montella -per tutti i suoi tifosi l&#8217;[b]aeroplanino[/b] &#8211; si apre questo commento atto ad omaggiare la prima panchina, e relativa prima vittoria in quel di Bologna. Roma che si presenta non eccelsa ma ordinata dove Montella applica immediatamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questa celebre battuta del figlio di Totò nel film &#8216;Miseria e Nobiltà&#8217;, il nuovo allenatore Vincenzo Montella -per tutti i suoi tifosi l&#8217;[b]aeroplanino[/b] &#8211; si apre questo commento atto ad omaggiare la prima panchina, e relativa prima vittoria in quel di Bologna.<br />
Roma che si presenta non eccelsa ma ordinata dove Montella applica immediatamente le sue scelte: fuori Totti e Menez e dentro Vucinic e Borriello. L&#8217;impressione che si ha è che Vincenzino applica schemi di spallettiana memoria con le catene Riise (ancora fuori fase) e Vucinic da una parte, Cassetti e Taddei dall&#8217;altra. Borriello come unica punta di riferimento con il supporto di Simplicio (che però non lo aiuta nel gioco che dovrebbe fare), mentre a centrocampo si rivede il puffo delle Ande, tal Marcelo Pizarro assente dal 28 novembre dello scorso anno, accompagnato da De Rossi e Brighi, mentre i centrali di difesa sono Burdisso e Mexes e Doni, nuovamente promosso portiere titolare (quanto meno è decisamente più alto di J.Sergio, il miglior ex terzo portiere ora divenuto secondo).<br />
I giallorossi hanno a disposizione 76&#8242; per provare a vincere una partita che deve in teoria, determinare l&#8217;uscita dalla crisi oppure il certo sprofondamento e ci riescono seppur con un gollazzo al 44&#8242; del primo tempo, grazie a un tiro di De Rossi (graziato dall&#8217;arbitro che non ha visto in precedenza un fallo di mano volontario che avrebbe meritato il secondo giallo e, quindi, l&#8217;espulsione del centrocampista di Ostia).<br />
I cambi del secondo tempo sono acclarati: fuori Borriello e Vucinic per Totti e Menez a dimostrazione che si possono cambiare gli interpreti ma non l&#8217;abbozzo del modulo scelto da Montella e che, sicuramente, sarà quello che vedrà la Roma sempre impegnata alla ricerca di geometrie che Ranieri -oramai da tempo esautorato da quasi tutta la squadra- non ha saputo imporre.<br />
La partita, si chiude al 95&#8242; senza grossi patemi anche per colpa di un Bologna poco incisivo e vede i giallorossi minimamente ordinati in campo e concentrati per quello che è il minimo sindacale.<br />
Dire che è stata fatta una rivoluzione sarebbe enfatizzare un momento che, pur positivo per il risultato alla fine incamerato, non deve far abbassare la guardia. E&#8217; ancora piuttosto lunga la marcia per il raggiungimento di quel quarto posto tanto prezioso per le casse della società per il prossimo anno e che resta l&#8217;ultima possibilità per giocare nell&#8217;Europa che conta durante la prossima stagione, non credendo possibile la rimonta contro gli ucraini l&#8217;8 marzo prossimo.<br />
Cambiando tema, segnaliamo il proseguimento delle operazioni di compravendita della società da parte del gruppo americano che cerca di stringere i tempi per loro (e nostra) fortuna ma che hanno già quasi formalizzato la carica di Direttore Generale assegnandola a Montali, che oltre che attuale uomo Unicredit è anche uomo Di Benedetto.<br />
L&#8217;ultima annotazione è per il broccolone Adriano (grazie Rosè!) che come d&#8217;abitudine brasiliana, ha iniziato il tiramolla del rientro si, rientro no, cercando gli estremi per la risoluzione contrattuale che libererebbe la Roma da uno stipendio oneroso inutilmente gettato al vento per pagare i vizi del pachidermico ex imperatore non certo di Roma.<a href="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/02/Mexes-03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-313" src="http://pianetagiallorosso.net/wp-content/uploads/2011/02/Mexes-03-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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